Maghi l’Ascensione – 20° Anniversario

Maghi l’Ascensione – 20° Anniversario (2015)

Autori: Phil Brucato, Brian Campbell, John Snead e R.S. Udell
Tipo: GDR (Gioco di Ruolo)
Casa editrice: Raven Distribution (Edizione italiana), Onyx Path Publishing (edizione inglese)
Edizioni precedenti: 1a edizione (1993 White Wolf),  2a edizione (1995 White Wolf), 3a edizione (2000 White Wolf)

Maghi l’Ascensione

Ambientazione

Il gioco di ruolo di Maghi l’ascensione (Mage the Ascension) è ambientato in un mondo fittizio contemporaneo chiamato Mondo di Tenebra (World of Darkness), molto simile al nostro per storia e geografia ma uno specchio oscuro delle società attuali. Le diseguaglianze sono esasperate con legioni di poveri che vagano nelle periferie degradate delle città, i governi e le multinazionali dominano masse umane distratte dai mass media, l’inquinamento e la distruzione delle risorse naturali del pianeta sono costanti, le sparizioni irrisolte e gli omicidi impuniti sono all’ordine del giorno, corruzione, burocrazia e disperazione sono la norma.

Di questa realtà degradata sono responsabili tutte quelle creature che popolano le nostre favole, come maghi, vampiri, mannari (non solo lupi), spettri, fate, mummie e simili, che nei tentativi di manipolare l’umanità l’hanno imprigionata in un mondo oscuro. Di queste creature gli umani preferiscono ignorarne l’esistenza, aiutati in questo dai mass media, asserviti alle trame dei potenti di turno.

Non tutte le creature sovrannaturali sono intrinsecamente malvagie, anzi molte credono e cercano veramente di fare del bene o quantomeno del loro meglio, ma i risultati di scontri e trame devolvono sempre in un peggioramento della situazione.

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Maghi l’Ascensione – lo schermo del narratore

La realtà secondo i maghi

Ed è in questa realtà che si trova ad agire i personaggi di Maghi, l’Ascensione. Terzo gioco di ruolo in ordine cronologico della White Wolf, giunto alla sua quarta edizione, quella del ventennale dalla sua creazione. Nel background di Mage ogni persona ha l’innata capacità di influenzare la realtà che la circonda con la propria forza di volontà, ma solo una piccolissima quantità di persone riesce a farlo volontariamente e in maniera rilevabile.

Questi “risvegliati” possono alterare la realtà del nostro mondo, o per meglio dire, possono “volere” che le cose funzionino in maniera diversa da quella cui noi siamo abituati, dal tempo alla gravità, dalla vita all’energia. Il fatto stesso che la “volontà” e la “convinzione” siano il motore del cambiamento rende i maghi estremamente competitivi e convinti della giustezza delle loro opinioni in senso assoluto e questo porta a una serie infinita di conflitti, conosciuti collettivamente come “Guerra dell’Ascensione” (Ascension War).

I maghi sono riuniti in fazioni e si affrontano tra loro senza esclusione di colpi, per fare trionfare la loro “visione” del mondo. Ognuno impegnato in un percorso di crescita chiamato “acensione” di cui però ciascuno da una definizione diversa.

Questa edizione del gioco, un volume di circa 700 pagine, racchiude tutti gli aspetti che sono stati sviluppati non solo nelle tre edizioni precedenti ma anche nelle decine di supplementi pubblicati, oltre ad una semplificazione e razionalizzazione delle regole e delle meccaniche di gioco frutto di anni di confronto tra autori e giocatori sul forum della Onyx Path.

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Un poco di psicadelia che non guasta mai

Personaggi

Se tu potessi alterare la realtà, una parte qualunque, cosa faresti? E soprattutto, se lo facessi, quanto ti cambierebbe farlo?
Mage è un gioco dove la filosofia ha una parte importante e dove il punto principale non è “come faccio a …” ma piuttosto “se lo faccio quali conseguenze ci saranno”?
Ogni mago può cambiare la realtà intorno a lui/lei per adattarla alle proprie convinzioni quindi avere una idea chiara di quali siano dette convinzioni per il proprio personaggio è il primo, fondamentale passaggio.

La prima cosa che il narratore e i giocatori devono decidere prima di iniziare una partita è in quale delle fazioni vogliono giocare. Mettere insieme maghi di fazioni diverse è piuttosto difficile e il punto di vista della fazione è spesso determinante per determinare l’avventura stessa.

Le fazioni

Tradizioni: Idealisti che inseguono l’illuminazione e la crescita interiore, secondo le proprie inclinazioni, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze. Quando tutti saranno liberi i problemi si risolveranno da soli. Forse.

Tecnocrazia: Gli auto proclamati difensori dell’umanità secondo la filosofia “se li imprigiono tutti li metto al sicuro, che lo vogliano o no”.

Nephandi: i corruttori e distruttori, utilizzano la magia per il loro vantaggio personale a scapito di tutto il resto.

Marauder: gli schizzofrenici della magia. Si circondano della loro realtà personale come una bolla e alterano quella dei luoghi dove si trovano in maniera imprevedibile e spesso pericolosa.

Disparates: gli indecisi, tutti quei maghi che non vogliono scegliere un ruolo nelle guerre dell’ascensione e cercano di restare neutrali.

Come sempre nei giochi White Wolf/Onyx Path nessuna fazione detiene la verità assoluta, ognuno ha un punto di vista e delle ragioni ma sempre molti, molti difetti.

La definizione del mago

Una volta scelta la fazione bisogna decidere quale sect si preferisce, ad esempio Order of Hermes (tradizioni), Nuovo Ordine Mondiale (Tecnocrazia) oppure Wu Lung (Disparati) e la propria risonanza, ovvero il tipo di energia magica che identifica il proprio avatar (Dinamica, Primordiale ecc ecc).

Questo insieme di elementi (fazione, sect e risonanza) definiscono il modo in cui il mago vede se stesso e la realtà intorno a lui, e viene indicato come il suo “paradigma”. Quando un mago vuole alterare la realtà cerca di avvicinarla al proprio paradigma, cioè a come le cose dovrebbero andare secondo lui/lei.

A questo punto per completare il personaggio seguono le normali caratteristiche dei giochi del WoD come natura/dominio, attributi e abilità background/forza di volontà. Valgono le stesse cose che ho scritto sulla recensione di Vampiri, la Masquerade.

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Scheda del personaggio

Aretè e sfere

E veniamo ora al fulcro di Mage, ovvero la parte sulla magia. Nel gioco non esistono liste di incantesimi o livelli di magia a cui attenersi. Ogni mago ha un valore che indica la sua comprensione della realtà e di come poterla modificare chiamato Aretè, o illuminazione, a cui si lega la conoscenza di alcune delle nove sfere di magia e il giocatore deve decidere di volta in volta come utilizzare le proprie conoscenze per alterare la situazione intorno a lui.

Le sfere (o campi) sono Corrispondenza, Entropia, Forze, Vita, Materia, Mante, Prime, Spirito e Tempo.

Ogni sfera ha 5 livelli di conoscenza, chiamati “percezione”, “manipolazione”, “controllo”, “comando” e “dominio” ma il massimo livello di conoscenza raggiungibile in una sfera è uguale al livello di Aretè.

L’interazione tra Aretè e sfere permette alterare la realtà. Non esiste un elenco delle cose che si possono fare, anche se il gioco fornisce molti esempi e suggerimenti. Ogni giocatore deve spiegare come utilizza le sue conoscenze per interagire con il mondo circostante.

E’ importante anche ricordare che le proprie convinzioni (o paradigma) influenzano il modo in cui un mago altera la realtà.

Esempio

immaginiamo che un mago voglia avere delle informazioni per fare una scelta sul suo futuro e per farlo abbia bisogno di un livello di Aretè pari a 3. Vediamo alcuni esempi di come potrebbe farlo:

Un mago delle tradizioni dell’Ordine di Hermes, ovvero quei maghi che si rifanno alle filosofie medioevali con formule magiche, candele, simboli e famigli, sceglierebbe do chiamare uno spirito della conoscenza e porgli le domande.  Preparerebbe un rituale con pentacoli, incensi e candele e si metterebbe a cantilenare. Gli servirebbero come sfere “Spirito” per contattare e convocare uno spirito (Controllo, ovvero 3) e Materia e per preparare pentacoli, simboli e simili per intrappolare lo spirito dopo averlo contattato (Manipolazione, ovvero 2).
In termini di gioco questo mago dovrà avere Aretè a 3, Spirito a 3 e Materia a 2 .

Un mago tecnocratico del NWO, tramite un dispositivo per l’estrapolazione probabilistica del comportamento umano utilizzerebbe Entropia e Energia per determinare il più probabile comportamento statistico nei prossimi mesi.
In termini di gioco dovrà avere Aretè a 3, Entropia a 3 e Energia a 2.

Un mago disparates dei Wu Lung utilizzerebbe uno strumento di divinazione tipo I Ching per scrutare il luogo del futuro dove la sua scelta sarebbe critica e sapere in anticipo cosa fare.
In termini di gioco dovrà avere Aretè a 3, Tempo a 3 e Corrispondenza a 2.

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Effetti speciali, seguirà spettacolo.

Come vedi ogni mago, nel suo paradigma e usando le sfere che conosce, può ottenere lo stesso effetto in tre modi diversi. Il sistema è bilanciato poichè per fare la stessa cosa ogni mago ha bisogno di Aretè a 3 e di due sfere, una a 3 e una a 2. Ma il modo in cui ottiene quello che vuole è unico e legato al suo paradigma.

Il paradosso e la coincidentalità

Come dicevo prima nel mondo di Mage ogni persona ha la possibilità di influenzare la realtà intorno a lui con la sua forza di volontà, anche se inconsciamente. Nel periodo del rinascimento la fazione dei tecnomanti, allora conosciuti come “ordine della ragione” ha avuto la grande intuizione di lavorare per convincere tutti i “non maghi” della sua verità. In questo modo quando tutti si sono convinti che la gravità esiste i maghi hanno smesso di volare, quando si sono convinti che l’alchimia non funziona questa ha smesso di funzionare, quando hanno smesso di credere ai demoni questi hanno smesso di essere evocati sulla terra e così via. La realtà si è cristallizzata in un’unica forma accettata da quasi tutti e adesso esiste una enorme forza d’inerzia, chiamata “paradosso” che si oppone a chiunque cerchi di alterarla.

Al giorno d’oggi solo la magia dei tecnomanti è accettata e funziona normalmente. Una macchina pensante elettrica “computer” funziona dove una macchina pensante a vapore attivata dagli gnomi no.

Nel mondo di mage i personaggi possono provare a eludere questo paradosso se riescono a immaginare un modo per giustificare i loro effetti. Un mago che usando la sfera di Forces emetta fulmini dalle mani per colpire un avversario starebbe facendo una cosa palesemente assurda e in termini di gioco avrebbe molte penalità se ci provasse, ma se dichiarasse che “un arco elettrico partito da un pilone della luce difettoso”  colpisse il suo avversario questo “potrebbe” succedere quindi sarebbe molto più facile da realizzare.

In ogni caso il paradosso tende ad accumularsi sui maghi in quanto la realtà li considera corpi estranei, e un corpo carico di paradosso tende ad avere una vita breve e problematica. Ma “scaricare” il paradosso accumulato tende ad avere conseguenze … esplosive.

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Quando finisci di scaricare il paradosso ti ritrovi trasportato in un regno alternativo.

Regolamento

Il sistema è sempre quello del WoD. Ogni volta che si vuole fare una azione (sparare, sedurre qualcuno, usare un potere) si sommano i valori più adatti di attributo e abilità, il narratore da una difficoltà in base all’azione (da 2 a 10), si tirano tanti dadi da 10 facce quanti sono i valori sommati e se almeno un dado raggiunge la difficoltà richiesta l’azione ha successo.

Esempio: in una notte di pioggia (ovviamente) il personaggio sta fuggendo per le vie oscure della periferia cittadina inseguito degli avversari pronti ad ucciderlo. Entra in un vicolo e lo trova chiuso da una cancellata. Il giocatore dichiara di provare a scavalcarla. Il narratore gli dice di sommare i valori di destrezza (attributo) e atletica oppure arti marziali (abilità) in base a quello che ha. La difficoltà è 7 visto che la cancellata è alta e scivolosa ma presenta diversi appigli.

Il personaggio ha destrezza 2 (normale per un essere umano), atletica 2 (si tiene in forma) ma non conosce le arti marziali.  Ha quindi 4 dadi da tirare (2 di destrezza + 2 di atletica). Ottiene 3, 4, 6 e 9. Visto che almeno un dado ha ottenuto 7 o più (il 9) riesce anche se goffamente (un solo successo) e probabilmente gli inseguitori lo vedono. Se avesse ottenuto 3, 7, 7 e 9 con tre successi avrebbe scalato agilmente la cancellata e seminato gli inseguitori.

Ovviamente un mago potrebbe usare una magia. L’uso di Materia potrebbe rendere la cancellata plasmabile come creta, Entropia farebbe si che un angolo corroso dalla ruggine cedesse alla prima spinta mentre corrispondenza sposterebbe il corpo del mago al di là della cancellata.
La difficoltà dell’azione dipenderebbe dall’effetto e il tiro di dadi sarebbe pari all’Aretè (in caso di magia coincidentale) o della sfera più alta usata (per magia volgare).

Facile? Si. Pratico? Non molto. Il sistema dei dadi/difficoltà e lineare (quindi aumentare/ridurre i dadi o la difficoltà incide poco sulle probabilità di successo) ma soprattutto e lento e approssimativo.

Il sistema è stato pensato come sistema da usare il meno possibile, il gioco andrebbe giocato di ruolo e in base alle probabilità e alle necessità della storia, con pochi tiri solo nei momenti veramente chiave.

Il vantaggio di questa edizione è che ha preso e risolto i difetti più evidenti apparsi nei vent’anni precedenti in tutte le edizioni quindi sia le regole che i poteri sono stati bilanciati sia internamente al gioco che nel cross over tra tutti i giochi della serie.

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Logo di Mage 20° anniversario

Fonti di ispirazione

Mage è un gioco visionario che richiede notevole fantasia per poterlo esplorare. Ti elenco un paio di fonti di ispirazione che colgono in pieno l’ambientazione del gioco.

Fumetti DC Comics

La serie a fumetti “Book of Magic” di Neil Gaiman. Stupenda e sembra la descrizione di una partita. Con un narratore molto migliore di me tra parentesi.

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Book of Magic

Anche la serie “Sandman” sempre di Gaiman è stupenda.

Libri

Tutto quello che ha scritto Neil Gaiman (ma guarda che strano)

Film

Dottor Strange della Marvel. Se non lo avete ancora fatto guardatelo.

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Akashick brotherhood in azione

Dove trovarlo

Il manuale è edito in Italia dalla Raven distribuzioni sia in edizione normale che per collezionisti. Sono 700 pagine di manuale e pesa un sacco.

In inglese è reperibile sia in PDF che stampato e spedito a casa presso il sito Drivethru

Sempre sul sito Drivethru è disponibile gratuitamente il PDF quickstart, circa 50 pagine, con una versione condensata delle regole, una avventura e dei personaggi pregenerati. Basta registrarsi e scaricarlo.

 

Conclusioni

Maghi l’ascensione è bellissimo, profondo e avvincente. Ogni azione, scelta o situazione in partita si trova a essere vista con gli occhi e le convinzioni del proprio personaggio, cosa che porta a conclusioni spesso molto distanti dalle proprie. Non è strano passare sessioni intere a discutere su cosa sia “giusto” fare in base alle proprie inclinazioni personali, anche se alla fine una sana palla di fuoco si rivela spesso la strada più gettonata.

Puoi scaricare un’avventura pronta da giocare a questo link.

Eclipse Phase

ECLIPSE PHASE

Autori: Rob Boyle, Brian Cross, Jack Graham, John Snead, Lars Blumenstein, Tobias Wolter
Tipo: GDR tabletop
Edizione: 1a Ediz. 4 ristampa
Casa Editrice: Posthuman Studios (Edizione originale – inglese) – Traduzioni autorizzate CC di parte del materiale a cura delle Sentinelle del Firewall
Premi: 2010, Miglior Gioco di Ruolo (36° annual Origins Awards), 3 premi ENnie awards: Oro come Migliore Testo, Argento per la Migliore Copertina e Argento come Miglior Prodotto dell’Anno.

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Copertina di Eclipse Phase

INTRODUZIONE

Da molti anni ormai, due dei master più âgé, vintage, ma possiamo anche dire “vecchi”, del nostro club ludico locale stanno portando avanti una campagna a Eclipse Phase, gioco di ruolo fantascientifico, o come lo definiscono gli autori stessi: post-apocalittico di cospirazioni e orrori transumani.

Badate bene: veramente fantascientifico, non pensate ai cavalieri jedi o agli space marines, ma ad una ambientazione che vi scaraventerà in uno dei futuri più vividi, disperati ed innovativi che abbiate mai “sperimentato”. O lo era per certo nel 2010. Per costruirne la storia di fondo, gli autori hanno scomodato niente meno che i più grandi autori di romanzi Sci-Fi degli ultimi 20 anni. Quindi niente ideuzze buttate qua e là da un gruppo di amici, ma temi profondi e intrecci narrativi di spessore.

Giocare con Eclipse Phase è un pò come giocare con il futuro stesso, dovrete lasciarvi dietro convenzioni e clichè per lasciare spazio alle fantasie più ardite.

Immaginate, innanzitutto, che la vostra mente e la vostra coscienza sia archiviabile su formati digitali e dunque trasferibile;
Immaginate che i vostri corpi, anche i più bizzarri, organici o sintetici, siano rimpiazzabili e sostituibili;
Immaginate che quasi qualsiasi cosa di cui possiate aver bisogno sia costruibile sul momento, dati energia, materie di base e progetto, grazie alle nanomacchine;
Immaginate che possiate pagare beni e servizi con la vostra reputazione invece che con il vile denaro;
Immaginate infine, che all’alba di questo sviluppo vertiginoso l’umanità sia stata condotta sull’orlo dell’estinzione da parte di un’intelligenza superiore che ha sovvertito le nostre macchine e annichilito il caro vecchio pianeta Terra per poi (forse) scomparire negli abissi dello spazio, lasciandoci quindi soli e disperati in poche sparute e malandate colonie sparse per il sistema solare e pochi altri mondi…..

A colpi di avventure (disponibili dall’Editore, da amatori online, ma anche facilmente autoprodotte), i giocatori affrontano minacce esistenziali, indagano su complotti orribili, visitano habitat bizzarri, mondi inusuali ed esotici e cercano di dare un senso alla loro precaria esistenza portando avanti le loro agende personali.

Un gioco maturo per giocatori che vogliono affrontare sfide morali ed ideologiche oltrechè sparatorie con sistemi d’arma ipertecnologici e situazioni “lose-lose” per cui il test della Kobayashi Maru è gioco da bambini….

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Oggi si prevedono bel tempo ed esplosioni

AMBIENTAZIONE: la storia

L’introduzione del manuale di Eclipse Phase e la sua ultima di copertina recitano proprio così:

  • La tua mente è un software. Programmala.
  • Il tuo corpo è un guscio. Cambialo.
  • La morte è una malattia. Curala.
  • L’estinzione si avvicina. Combattila.

e da queste premesse parte il gioco ambientando la narrazione in un futuro imprecisato ma non lontanissimo in cui un’umanità frammentata ed incapace di gestire persino le proprie singolarità tecnologiche si trova allo stesso tempo sull’orlo dell’estinzione ed in procinto di fare il suo più grande balzo evolutivo.

Come si accennava prima grazie alle nanotecnologie ed a possibilità di stoccaggio dei dati quasi illimitate è possibile “salvare” la memoria umana su dispositivi digitali e dunque trasferirla in grossi database, trasmetterla da una parte all’altra del sistema Solare o ritrascriverla in minuscole interfacce, le cosiddette pile corticali, capaci di essere connesse a corpi organici, sintetici o ibridi.
Come facilmente si intuisce, ciò consente a chi ne abbia le adeguate risorse economiche o necessità “professionali” la possibilità di vivere in eterno e letteralmente di “indossare” corpi (o morfi, secondo il lessico del gioco) adeguati ad ogni situazione e contesto.

In questo contesto, ricerca tecnologica, esigenze commerciali, militari e spesso anche ideologico/religiose ingaggiano in duro braccio di ferro sui confini leciti della manipolazione genetica.

L’umanità che ne emerge, definita Transumanità per il suo peculiare stato evolutivo, ha quindi abbattuto qualsiasi barriera e limite imposto dall’etnia, dall’età, dal genere sessuale e perfino dalla specie (eh sì, anche alcune specie animali sono state “sollevate”, uplifted, a livelli di intelligenza umani).

Che si tratti di Intelligenza Artificiale evoluta in un corpo organico, di individui di sesso differente o persino di animali senzienti, i personaggi che incontreremo nel gioco non saranno quasi mai ciò che “indossano”.

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Morphs, ovvero i corpi che i giocatori indossano

Un’idea non nuovissima in verità. La patente di originalità, va ricordato, deve essere consegnata ai gradevolissimi romanzi di Richard K.Morgan che a breve diverranno pure una serie televisiva Altered Carbon  su Netflix (Bay City nella traduzione italiana del primo libro). Va però dato il merito a Eclipse Phase di essere stato il primo ad averla trasposta in versione ludica con una straordinaria aderenza all’originale ed una sensibilità circa il suo impatto sulla società decisamente unica.

Purtroppo le cattive abitudini, però, non scompaiono semplicemente cambiando “abito” e quindi nel momento del suo apice, questa transumanità quasi irriconoscibile, ad un passo dalla completa colonizzazione del sistema Solare e dalla rivoluzione portata dalle economie post-scarsità, non è stata in grado di sfuggire alle sue più cupe debolezze.
Avidità, egoismo, spregiudicatezza ed opportunismo hanno impedito di cogliere i segnali che qualcosa di terribile stava accadendo alle macchine che avevamo reso così intelligenti, sovvertendole e trasformandole nell’incubo apocalittico che tanti film di Terminator ci avevano preconizzato.
Il nuovo sistema di autodifesa NordAmericano, denominato TITAN in realtà non era altro che l’uovo del serpente che celava una Super-Intelligenza Artificiale autoreplicante che ha scatenato, circa 10 anni prima dell’ambientazione del gioco, la quasi estinzione dell’umanità.

Nel tentativo di contenerla l’uso massiccio di armi di distruzione di massa (dal nucleare al batteriologico e al nanotech) ha reso il nostro amato pianeta Terra, già afflitto da mille problemi ambientali, in una distesa invivibile di macerie radioattive, droni da guerra e nanomacchine assassine.

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Cara, esco a fare due passi.

Solo una piccola porzione della Transumanità è riuscita a salvarsi in quella che è stata definita la Caduta; scappando con ogni mezzo dalla Terra, nascondendosi nei più remoti habitat del sistema solare e ingaggiando una strenua resistenza nelle valli di Marte così come sui più piccoli satelliti di Saturno.

Curiosamente, così come è esplosa la furia distruttiva dei TITAN così scompare, lasciando dietro di sé congegni mortali, virus digitali ed altre nefandezze pronte a divorare coscienze e materiale organico di incauti sciacalli e pertanto imponendo la quarantena militare su tutte le zone ancora “attive”, Terra inclusa.

Inquietantemente però, il passaggio di queste macchine ribelli non si si lascia dietro solo distruzione ma consente anche di rivelare dei misteriosissimi dispositivi interdimensionali. Si tratta di Portali, chiamati Pandora Gate (poiché il primo fu scoperto proprio sulla luna di Pandora) probabilmente costruiti da intelligenze aliene ancora più antiche delle macchine TITAN, che connettono corpi celesti del nostro sistema ad altri mondi e fenomeni astrofisici lontani milioni di anni luce.

 

AMBIENTAZIONE: adesso

Dieci anni dopo questo cataclisma, la Transumanità sta ancora lottando per la sua sopravvivenza, sempre più diffidente e faziosa ha visto emergere nuove forze che aggregano rifugiati, nomadi ed ex coloni i due grandi blocchi in antagonismo tra loro per le fragili risorse disponibili.

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Il sistema solare e le sue colonie

Da una parte, sulle colonie ormai stabili dei pianeti interni da Mercurio a Marte domina, quasi incontrastato il Consorzio Planetario, una sorta di ente sovranazionale gestito da Ipercorporazioni e Oligarchi con criteri aziendalistici e persino dinastici.

Vivere in questo contesto significa soggiacere a regole economiche ferree, con sistemi saldamente ancorati ai principi dell’economia tradizionale e diritti civili spesso legati al censo ed alla specie (animali senzienti e IA sono considerati proprietà, ad esempio).

Nelle zone più disagiate, che vanno dalla Cintura Principale di Asteroidi fino alla Nube di Oort invece si sta lentamente affermando l’Alleanza Anarchica, un coacervo di ribelli e antagonisti che ha sostanzialmente abbracciato i principi della nuova economia “reputazionale” e si prefigge di dare uguali diritti e prospettive a tutti i Transumani e Postumani sopravvissuti.
Meno ricchi e potenti del Consorzio godono però della protezione dell’emergente Commonwealth Titaniano e della dirompente ricerca scientifica di una fazione di scienziati open-source chiamata gli Argonauti.

Tra loro, ma a ben vedere in ogni angolo del sistema e delle nuove colonie raggiunte dai Portali, vi è una vivacissima miscellanea di fazioni politiche, credo religiosi, organizzazioni criminali e ideologie eterodosse in grado di colorare in modo unico e realistico le vostre incredibili avventure.

Ovunque, in mezzo ed attorno alla sfera di influenza della Transumanità, si annidano quindi grandiose opportunità e minacce più o meno dormienti in grado di spazzarci via definitivamente dalla faccia di questo universo.

Fortunatamente, questa sarebbe un’opzione che un’organizzazione segreta chiamata Firewall sta cercando di scongiurare con molta determinazione e limitate risorse. Organizzazione a cui, secondo l’ambientazione di default (ma non obbligatoria si badi bene), dovrebbero appartenere i Personaggi Giocanti.
Ciò facilita non poco l’onere del Narratore (GameMaster) di integrare background così diversi e spesso confliggenti.

Tutto questo ricchissimo universo è dettagliato in ben 100pagine del manuale base che coprono non solo i contesti sociali dei possibili giocatori (dalle fazioni ai luoghi), ma anche i memi ideologici che per loro possono essere importanti e forniscono migliaia di spunti (sviluppati poi nei manuali successivi) in grado di stimolare esperienze ludiche e generi di avventura molto diversi tra loro: dall’horror puro, al sense-of-wonder tipico della fantascienza, dal giallo investigativo al tecno-thriller a la Clancy, dal’esoterico più o meno  chtuloide al dramma psicologico o sociale. Ogni strada è percorribile, dipende sostanzialmente dal gusto personale e da cosa giocatori e narratore decideranno di sperimentare in questo cupissimo e fin troppo vicino futuro.

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Finalmente un posto sicuro. Ultime parole famose.

Tra le molte possibilità narrative di cui giocatori potrebbero godere, per citarne alcune, ci sono:

  • affrontare creature semi-aliene (i cosiddetti exurgent) su inquietanti relitti spaziali
  • partecipare ad insurrezioni delle masse di diseredati condannati ai lavori forzati nei deserti marziani
  • investigare su trafficanti di armi di distruzione di massa su Cerere
  • esplorare rovine aliene antichissime e letali su lontani ed esotici mondi oltre i Portali di Pandora
  • mettere fine all’orribile tratta delle coscienze umane digitalizzate (gli ego) nel covo dei più pericolosi criminali postumani su oscuro asteroide

 

PERSONAGGI: creazione e interpretazione

Una delle caratteristiche più dirompenti del gioco è l’infinita varietà di personaggi assolutamente originali che si possono creare col manuale base, ma è anche vero che questa libertà rappresenta una delle potenziali debolezze del sistema.

Sì, perchè il sistema di generazione dei personaggi è obiettivamente complesso non perchè difficile in sè, ma perchè estremamente articolato e aperto. In particolare per i giocatori alle prime armi e senza un’adeguata comprensione del ricchissimo background, è piuttosto difficile cogliere le implicazioni in termini di interpretazione e sulla meccanica delle moltissime opzioni che vengono offerte.

In breve il sistema divide il vostro personaggio in due elementi chiave:

  • l’ego, ovvero l’identità fondamentale del vostro PG sia essa umana, artificiale o addirittura di animale “evoluto”, con le sue debolezze, virtù, competenze e conoscenze;
  • e il morfo, ovvero il corpo che “indossate”,che a seconda delle vostre preferenze e possibilità economiche o professionali può essere organico, sintetico o robotico.
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Cercasi operai specializzati.

Il regolamento prevede non solo che decidiate orientamento e identità sessuale del vostro personaggio (l’unico gioco di ruolo che io conosca che vi permette di fare personaggi maschi, femmina, neutri o transessuali… e in cui ciò ha comunque una sua precisa funzione) ma anche il vostro ambiente di nascita con i suoi memi dominanti, capacità base e tabù, nonché la fazione (organizzazione o ambiente) di professionalizzazione con capacità bonus, morfo di partenza e possibili svantaggi.

Si aggiunga a ciò un articolato sistema di definizione delle capacità (skill) pratiche e culturali, con la affatto banale scelta della reputazione nei social network più importanti e delle motivazioni del vostro personaggio (ciò in cui crede intimamente e che lo stimola) ed è chiaro che il tutto può apparire disarmante.

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Un habitat orbitale. Bel panorama, vicini chiassosi.

Per giocatori e narratori novizi, la soluzione più ovvia sarebbe quella di usare i personaggi pre-generati offerti come “prototipi” (template) nella parte centrale del manuale. In alternativa chi scrive vi suggerisce caldamente di adottare il metodo di generazione “casuale” presentato sul supplemento Transhuman.

Non fatevi intimidire dunque! Queste sono grandiose opportunità per chiunque si alla ricerca di personaggi fuori dagli ovvi clichè, questo è un gioco che aborre l’ovvietà: niente burberi nani, eleganti elfi arcieri o banali gangster tatuati ma neo-scimpanzè cacciatori di criminali di guerra, IA per la gestione alberghiera in fuga o ex prostitute con inquietanti poteri psichici!

Date pure sfogo alla vostra fantasia più fervida e non ve ne pentirete.

 

REGOLAMENTO: MECCANICA DI GIOCO

Il sistema di gioco adotta una meccanica a dado 100 piuttosto intuitiva e semplice da usare.

Le competenze (skill) sono espresse in percentuale, si inseriscono modificatori negativi e positivi e si verifica il successo o il fallimento con i relativi gradi di successo (tipicamente >30) o fallimento (99 è sempre fallimento critico, 00 si legge come 0 e non 100).

Nonostante questo sistema tenda a penalizzare i personaggi troppo generici con molte skill a livello basso e senza una vera focalizzazione, la meccanica prevede molti piccoli accorgimenti che fanno avvicinare il gioco a quella categoria di GdR Indie in cui i giocatori possono influire momentaneamente sul corso della storia utilizzando appositi “punti” e alterare così destini avversi o trasformare semplici successi in vittorie clamorose.

Il sistema di combattimento però non perdona, le tecnologie sono efficienti e micidiali e molti conflitti a fuoco possono risultare letali se affrontati con eccessiva leggerezza. Per fortuna, normalmente i giocatori godono di adeguate coperture assicurative e “backup” che  anche se possono metterli temporaneamente fuori combattimento non impediscono loro di continuare a giocare e divertirsi (i tuoi compagni hanno trovato soltanto un morfo della manutenzione come corpo disponibile nell’immediato? va bene lo stesso!)

Si noti che a breve, con la annunciata pubblicazione della Seconda Edizione,  il sistema subirà dei cambiamenti. Nelle intenzioni non dovrebbero essere troppo radicali e di certo non intaccheranno l’ambientazione ma dalle prime anticipazioni dovrebbero rendere la creazione dei personaggi leggermente più semplice e l’interazione giocatori/narratore ancora più dinamica.

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Copertina della seconda edizione, prevista per il 2018

Infine, va sottolineato che è stata pubblicata anche una versione che adotta il sistema universale di FATE per chi ne fosse interessato.

 

SUGGESTIONI NARRATIVE e LUDICHE

Come accennato nella sezione AMBIENTAZIONE lo scopo e la varietà delle possibili avventure/campagne per giocatori e narratori sono amplissimi. Sarà nostra cura pubblicare alcune delle avventure originali che abbiamo prodotto per i nostri giocatori negli anni ma per chiarire cosa disponibile, riassumiamo:

Supplementi fondamentali (ricchi di idee e suggerimenti)

  • Sunward: descrive i mondi e habitat cosiddetti interni (dal Sole a Marte per intenderci) e dunque la zona del Consorzio Planetario e dei suoi sodali
  • Rimward: tratteggia gli insoliti insediamenti oltre la fascia di Asteroidi, incluso il Commonwealth Titaniano, la Junta militare Gioviana e la temibile fazione degli Ultimate.
  • Gatecrashing: esplora i misteriosi Portali di Pandora e le bizzarre colonie che sono state fondate nei suoi misteriosi e spesso pericolosi mondi di frontier
  • Firewall: per conoscere dinamiche, risorse ed organizzazione dei dubbi custodi della Transumanità
  • Transhuman: per creare personaggi con sistemi semplificati o alternativi
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Interno di una stazione

Sono poi state pubblicate diverse avventure o “scenari” ambientati nello spazio profondo (Glory e Continuity), su Marte (Million Year Echo ed Ego Hunter) e tra gli asteroidi (The Devotees)

Sono peraltro facilmente utilizzabili in questa ambientazione alcune avventure “spaziali” di Cyberpunk 2020 (Near Orbit / Deep Space), quelle di Gurps: Transhuman Space e persino quelle del più recente The Void.

Ma è evidente che qualsiasi idea presa in prestito dalla narrativa, come i romanzi di Morgan, Alastair Reynolds o Hamilton, dal mondo videoludico (Mass Effect o DeusEx), dagli anime (Ergo Proxy, Psycho-Pass o Ghost in the Shell) e dal cinema (da Blade Runner a Life passando per Event Horizon) può andare bene come fonte di ispirazione.

 

CONCLUSIONI

 Appassionato sin da bambino di fantascienza ed in particolare del suo filone più credibile (la cosiddetta Hard Sci-Fi) sono in cerca del gioco di ruolo definitivo sul tema dai lontani anni ‘80. Questo ci si avvicina assai ed è facile capire il perchè, con buona pace di detrattori e opinionisti dell’ultima ora (di cui il web purtroppo abbonda):

  1. tutto è pericolosissimo, lo spazio è pericoloso e così come ciò che nasconde;
  2. la tecnologia bellica del futuro è letale! si muore veramente, ma si può continuare a giocare lo stesso;
  3. l’eroismo ha un prezzo, non troppo alto, ma costa e non va preso alla leggera;
  4. le meccaniche sono immediate, parte integrante del gioco e vi convivono benissimo;
  5. le possibilità narrative ed interpretative offerte dalla varietà dei personaggi giocanti e di ambientazioni sono davvero infinite, piene di sfumature e gustose opportunità
  6. il sense-of-wonder è palpabile ad ogni passo, niente è mai come sembra e ogni luogo o fenomeno è meraviglioso, straniante e ricco di dettagli che esulano dalle banalità cui ci hanno fin troppo abituato i GdR più tradizionali
  7. non esistono cattivi, solo antagonisti con motivazioni lucidissime anche nella loro follia; quindi niente nemici da favoletta solo co-protagonisti;
  8. ciò che è alieno è davvero incomprensibile: dalle macchine TITAN, agli exurgent sino ai disturbanti Fattori o alle rovine Iktomi tutti sono imperscrutabili, misteriosi e potenzialmente pericolosi;
  9. pochissimi clichè e molte sfide alle convenzioni comuni, qui ideologia e morale hanno un peso importante, quindi, se restate turbati da concetti quali la manipolazione genetica, l’ambiguità sessuale, sistemi politico-economici radicali o lo sfruttamento del lavoro schiavile lasciate perdere, non è il gioco per voi.

Vampiri La Masquerade – 20° Anniversario

Vampiri La Masquerade – 20° Anniversario

Autori: Justin Achili, Russel Bailey, Matthew McFarkand e Eddy Webb
Tipo: GDR (Gioco di Ruolo)
Casa editrice: Raven Distribution (Edizione italiana), Onyx Path Publishing (edizione inglese)
Edizioni precedenti: Vampire The Masquerade 1a edizione (1991 White Wolf),  Vampire The Masquerade 2a edizione (1992 White Wolf), Vampire The Masquerade 3a edizione (1998 White Wolf)

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La copertina dell’edizione italiana extralusso in pelle umana.

Ambientazione

Il gioco di ruolo di Vampiri La Masquerade è ambientato in un mondo fittizio contemporaneo al nostro, molto simile per storia e geografia, in cui però vivono e agiscono in mezzo agli esseri umani tutte quelle creature che popolano le nostre favole, come vampiri, mannari, maghi, spettri, fate, mummie e così via.

Questa realtà, chiamata Mondo di Tenebra, è lo specchio gotico e oscuro del nostro pianeta. Le diseguaglianze sociali sono esasperate con legioni di poveri che vagano nelle periferie degradate delle città, le sparizioni irrisolte e gli omicidi impuniti sono all’ordine del giorno, corruzione, burocrazia e disperazione sono la norma mentre i mass media asserviti dicono che va tutto bene. Su questo torreggiano le zone ricche, opulente e presidiate da ingenti forze di sicurezza che dal centro delle città illuminate costantemente dominano e governano impunemente.

Scusate mi sono sbagliato, questa è la descrizione del nostro mondo. Il mondo di tenebra è peggio, come immaginatelo voi.

Comuqnue in questo contesto degradato si muovono i personaggi dei giocatori che interpretano i mostri, in questo caso vampiri, che dall’interno di una società complessa e pericolosa cercano di raggiungere i loro obiettivi, siano essi potere, denaro o giustizia.

Gli umani nella stragrande maggioranza ignorano o fingono di ignorare che queste creature esistono, aiutati da autorità e media compiacenti e corrotti o da elaborate messe in scena.

Cadaveri smembrati e privi di sangue in una casa isolata? Un avvelenamento da funghi velenosi seguito da un episodio di follia collettiva. Succede …

Il mondo di Vampiri La Masquerade

La società vampirica (o cainita visto che i vampiri sono convinti di discendere dal biblico Caino) è composta da svariate fazioni (Camarilla, Sabbat, anarchici, indipendenti, Laibon) a loro volta suddivise in clan, alcuni dei quali spaccati tra diverse fazioni.

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Ritratto di famiglia di vampiri appartenenti ai diversi clan

I vampiri, teoricamente immortali a meno di non venire uccisi, cercano il dominio sul loro simili utilizzando il potere derivante dall’anzianità, dall’esperienza e dalla generazione (ovvero quanti passaggi li separano dal mitico progenitore) che quello dato dai soldi, dall’influenza sulle società umane e vampiriche e dalle alleanze dentro e fuori la loro fazione.

In questo intreccio di pericolo e opportunità i personaggi, vampiri creati da poco e relativamente deboli,  devono sopravvivere e prosperare. Ok devono sopravvivere e basta a dire il vero.

 

Personaggi

La parte sicuramente più interessante del gioco consiste nei personaggi, dalla creazione all’interpretazione. Viene utilizzato un sistema a punti distribuito in autonomia che permette di creare quello che si vuole. Si vuole interpretare un personaggio ricco, famoso e affascinante? Un campione olimpionico di scherma? Un barbone emarginato ex chirurgo con affinità alla magia?

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Un esempio di personaggio .. forse più adatto a un mago

Basta distribuire i punti sulle caratteristiche desiderate ed ecco fatto. Ma la parte chiave sono le motivazioni del personaggio, chiamate Natura e Carattere e il background. Perché la vera scelta chiave del personaggio consiste nel decidere perché una creatura immortale come un vampiro abbia deciso di trasformare proprio te in un suo simile con il concreto rischio di doverti frequentare per qualche secolo.

Nel mondo di Vampiri La Masquerade infatti quello di trasformare un umano in un vampiro è una scelta deliberata e che richiede diverse motivazioni. Perché una certa persona merita di essere aggiunta alla schiera del clan? Che vantaggi porterà? Cosa devo fare per i miei superiori per avere in cambio il permesso di creare un nuovo cainita?

Le fasi della creazione

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La scheda del personaggio

La parte da umano

Natura e carattere: scegliere quello che veramente motiva il personaggio (natura), possiamo paragonarlo all’allineamento di D&D e scegliere quello che si sceglie di far vedere agli altri (carattere). Raramente i due coincidono. Possiamo quindi immaginare una persona altruista (natura) ma che agisce in maniera burbera e scostante (carattere). Oppure un truffatore opportunista (natura) che finge di essere altruista (carattere) per carpire la fiducia degli altri prima di fregarli.

Profilo: chi eri da umano. Poliziotto onesto? Professore di matematica frustrato? Guardia del corpo ex militare? Attore famoso? Agente di borsa di successo?

Spendere i punti disponibili sugli attributi (fisici, sociali e mentali), sulle abilità (attitudini, capacità e conoscenze) e sul background (ricco? famoso? Con molti contatti altolocati? Alleati? Basta scegliere).

Ogni valore va da 0 (totalmente mancante) a 5 (il massimo per un essere umano, sia esso bellezza, intelligenza, capacità di guida o soldi a disposizione).

Può essere utili ricordare quello che ho scritto su come caratterizzare un nuovo personaggio.

La parte da vampiro

A questo punto la scelta più difficile. Chi ci ha scelto per diventare vampiro/a, perché e a quale clan appartiene visto che questo influenzerà il futuro del personaggio.  Il clan Ventrue della Camarilla sceglie principalmente persona altolocate, magari di famiglia nobiliare o quantomeno ben connesse al mondo politico e finanziario che possano aiutare nei loro schemi politici. Il clan indipendente dei Ravnos sceglie spesso tra gli zingari o comunque persone girovaghe e capaci di adattarsi e sopravvivere, adatte per portare il caos nelle strutture sociali altrui.

La scelta del clan ci permette di scegliere quali tra i poteri vampirici abbiamo inizialmente, dalla forza sovraumana alla capacità di diventare nebbia o dominare le menti più deboli.

Infine le nostre virtù (coraggio, autocontrollo ecc) e la forza di volontà rifiniscono il personaggio.

 

La parte del gioco di ruolo

Conclude una caratteristica chiave per il gioco di ruolo. L’umanità residua. Una delle cose più difficili da interpretare è il fatto che il nostro personaggio era un essere umano e ora non lo è più. Per essere precisi siamo stati uccisi, spesso brutalmente e dolorosamente, rianimati come vampiri e immessi in un mondo per noi alieno fatto di cospirazioni e guerre sotterranee. Il nostro corpo per nutrirsi deve bene sangue, quasi sempre da vittime involontarie e recalcitranti. La nostra mente può venire ottenebrata in qualunque momento da una insaziabile sete di sangue, chiamata frenesia, durante la quale possiamo uccidere e mutilare chiunque senza esitazione, salvo provare rimorso dopo. A volte. Sempre meno.

Dobbiamo quindi interpretare un mostro che si muove in segreto tra gli esseri umani predandoli e uccidendoli. E questo lentamente sgretola la nostra residua umanità.

Ma meno siamo umani più difficile è nascondersi in mezzo a loro. Quindi dove riusciremo a trovare il nostro equilibrio? Continueremo a fingerci umani, aggrappati ai ricordi e a sensazioni che non proviamo più o cederemo al nostro nuovo io inumano e predatore?

 

Regolamento

E qui arriviamo al punto debole del gioco. O forse no, dipende dai punti di vista.

Il sistema è molto semplice. Ogni volta che si vuole fare una azione (sparare, sedurre qualcuno, usare un potere) si sommano i valori più adatti di attributo e abilità, il narratore da una difficoltà in base all’azione (da 2 a 10), si tirano tanti dadi da 10 facce quanti sono i valori sommati e se almeno un dado raggiunge la difficoltà richiesta l’azione ha successo.

Esempio: in una notte di pioggia (ovviamente) il personaggio sta fuggendo per le vie oscure della periferia cittadina inseguito da avversari pronti ad ucciderlo. Entra in un vicolo e lo trova chiuso da una cancellata. Il giocatore dichiara di provare a scavalcarla. Il narratore gli dice di sommare i valori di destrezza (attributo) e atletica oppure arti marziali (abilità) in base a quello che ha. La difficoltà è 7 visto che la cancellata è alta e scivolosa ma presenta diversi appigli.

Il personaggio ha destrezza 2 (normale per un essere umano), atletica 2 (si tiene in forma) ma non conosce le arti marziali.  Ha quindi 4 dadi da tirare (2 di destrezza + 2 di atletica). Ottiene 3, 4, 6 e 9. Visto che almeno un dado ha ottenuto 7 o più (il 9) riesce anche se goffamente (un solo successo) a scavalcare il cancello ma viene notato dagli inseguitori. Se avesse ottenuto 3, 7, 7 e 9 con tre successi avrebbe scalato agilmente la cancellata e seminato gli inseguitori.

Facile? Si. Pratico? Non molto. Il sistema dei dadi/difficoltà è lineare (quindi aumentare/ridurre i dadi o la difficoltà incide poco sulle probabilità di successo) ma soprattutto e lento e approssimativo. Spesso determinare chi fa cosa, quanti dadi, che margine di sucesso ecc ecc rallenta il flusso del gioco e uccide l’atmosfera.

Consiglio su come usare al meglio le regole

Il sistema è stato pensato da usare il meno possibile, il gioco andrebbe giocato di ruolo e il narratore dovrebbe decidere in base alle probabilità e alle necessità della storia, con pochi tiri solo nei momenti veramente chiave e utili.

Moltissimi narratori e giocatori lo usano invece regolarmente per risolvere qualunque situazione e capitano spesso momenti paradossali dove ad esempio un soldato professionista armato di mitragliatrice che spara in una stanza affollata si ritrova ad avere mancato tutti nonostante tirasse 13 dadi (ogni riferimento al personaggio dell’autore del pezzo è puramente casuale).

Il vantaggio di questa edizione è che ha preso e risolto i difetti più evidenti apparsi nei vent’anni precedenti in tutte le edizioni quindi sia le regole che i poteri sono stati bilanciati sia internamente al gioco che nel cross over tra tutti i giochi della serie.

Mondo di tenebra

Il gioco Vampiri La Masquerade fa parte di una serie di giochi, ognuno incentrato su una creatura sovrannaturale particolare.  Abbiamo quindi Licantropi l’apocalisse sui lupi mannari e Maghi l’ascensione sui maghi in italiano, sempre della serie 20 anniversario con i pregi già detti prima e regolamenti compatibili tra loro, quindi un gruppo con 2 vampiri, un mannaro e un mago è possibile anche se difficile da gestire. In inglese esistono molti altri giochi, come Wraith sugli spettri e Changeling sulle fate (che si spera verranno tradotti).

Esiste inoltre una seconda linea, chiamata Cronache dell’Oscurità (Chronicle of darkness), edita in italiano dalla 25 edition,  dove la White Wolf ha rivisitato il background di tutti i suoi giochi cambiando leggermente le regole di cui fanno parte . Puoi trovare le informazioni a questo link di wikipedia.

Dal mondo di tenebra sono stati tratti diversi giochi sia da tavolo

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Il gioco da tavolo Prince of the City

che di carte collezionabili, come Vampire: The Eternal Struggle (tratto da Vampiri La Masquerade) o Rage sui lupi mannari

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La carta di un vampiro dal gioco Vampire The Eternal Struggle

 

Conclusioni

Vampiri La Masquerade è stupendo, con una profondità incredibile per storia e dettagli. Inoltre le possibilità di gioco di ruolo sono vastissime. Le avventure sono intricate e dettagliate e la possibilità di unire altri giochi rende l’ambientazione praticamente infinita. Io ci gioco da quando è uscita la prima edizione e continuo a farlo, trovando sempre nuovi stimoli e risvolti, sia da narratore che da giocatore. Insomma è blandamente consigliato.

Se vuoi provare il gioco ho preparato una avventura da scaricare alla pagina dei download.

Stormbringer

Stormbringer

Autore: Ken St Andre, Steve Perrin e John B. Monroe
Tipo: GDR (Gioco di Ruolo)
Casa editrice: Stratelibri, 1995
Altre edizioni: Stormbringer 1a edizione (1981 Chaosium),  Stormbringer 2° edizione (1985 Chaosium), Stormbringer 3a edizione (1987 Chaosium), Stormbringer 4a edizione (1990 Chaosium), Elric (1993 Chaosium), Stormbringer 5a edizione (2005 White Wolf)

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Il regolamento base

Ambientazione

Tratto dai romanzi fantasy scritti da Michael Moorcock aventi come protagonista Elric di Melniboné, il principe albino, e la sua spada senziente, per l’appunto chiamata Stormbringer.

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In tutta la sua simpatia

Il GDR permette di interpretare personaggi umani e non umani che popolano le loro storie.

Si tratta di un mondo fantasy molto più cupo e realistico di quello che viene raffigurato nei giochi tipo D&D, sia nelle descrizioni di vita quotidiana che nelle conseguenze delle proprie azioni.

Geografia

La parte del pianeta esplorato nei romanzi e quindi anche nel gioco, conosciuti come Regni Giovani (Young Kingdoms), è ben resa e descritta sia nella parte di background, che dedica alcune righe a ciascuna nazione, che nella creazione del personaggio, dove la zona di provenienza  contribuisce a definirne le caratteristiche e le capacità.

Diverse parti del pianeta sono accennate nei romanzi ma non sono state sviluppate dall’autore.

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I regni giovani e al centro l’isola di Melniboné

A questo si affiancano le infinite dimensioni parallele del multiverso immaginato da Moorcock, ovvero una serie di piani di esistenza che si influenzano reciprocamente.

 

Abitanti

Moorckok  ha ipotizzato un mondo di tipo medioevale dominato dalla specie umana, mantenuto in  perenne conflitto dalla lotta tra gli dei della legge e quelli del caos.

Questo conflitto si riflette sia nei rapporti tra le nazioni che a livello di comportamento nelle singole persone e finisce per permeare tutte le storie e le avventure.

A questo si somma la presenza di diverse razze non umane, come i Melniboneani, che una volta controllavano un vasto impero multidimensionale dalla loro isola misteriosa ai Mirrin, un popolo di umanoidi alati, oltre naturalmente a ogni altro tipo possibile e immaginabile di aberrazione scaturita dalla fantasia degli dei del caos.

Rarissimi e quasi sempre in letargo a Melniboné ci sono anche i draghi.

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Chi ha voglia di fare uno scherzo al drago?

Religioni

Una delle caratteristiche più note dei romanzi e quindi del GDR è rappresentata dalle caratteristiche religiose.

Le figure principali sono rappresentate dagli dei della legge e del caos, sempre in lotta tra di loro.

I tre dei della legge, rappresentati da un triangolo equilatero oppure da una freccia che indica una sola direzione, sono le forze dell’ordine ma anche della stagnazione, della stabilità ma anche dell’entropia. Il loro obiettivo consiste nell’eliminare il caos e arrivare alla perfetta e immutabile staticità.

Gli dei del caos, rappresentati dalla stella a 8 punte,  sono molteplici ma ogni culto del caos ne venera 8. Il caos rappresenta la continua crescita ma anche il perenne mutamento . La confusione ma anche l’arte e la musica. Il loro obiettivo consiste nel portare ogni cosa allo stato caotico e in costante mutamento.

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I simboli della legge e del caos

La cosa interessante che nessuna delle due fazioni è assimilabile al bene e al male, visto che il fine ultimo di entrambi è la distruzione del mondo.

Esistono anche dei fautori dell’equilibrio, conosciuti come Signori Grigi, che hanno poco potere e poca influenza in questo mondo.

Sono presenti infine le forze elementali, ovvero acqua, terra, fuoco e aria, in costante conflitto tra di loro e rappresentate da un signore dell’eleento.

Infine ci sono gli dei degli spiriti animali, quali il dio dei felini e quello dei rettili.

 

Magia

La magia in questo mondo sia esprima principalmente tramite evocazioni di esseri extradimensionali, chiamati demoni, che vengono impiegati come servitori, guardie o anche imprigionati in  oggetti  come spade, armatura o statue per potenziarle. Queste entità non sono affatto contente di essere asservite e cercheranno di liberarsi e vendicarsi.

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Che ci faccio in questa recensione?

Anche gli elementi o gli dei animali possono concedere dei poteri ma minori rispetto alle evocazioni.

Per finire è presente una forma limitata di magia tradizionale, legata a incantesimi e rituali.

 

Regolamento

L’unica edizione italiana del gioco, pubblicata dalla Stratelibri nel lontano 1995 è la quarta edizione del gioco Chaosium del 1990.

Il sistema di regole utilizzato è il Basic Role-Playing (BRP), dove si usano i valori compresi tra 3 e 18 per le caratteristiche e quelli da 0 a 100 per le abilità.  I personaggi utilizzano i punti vita per determinare la salute ma non ci sono i punti esperienza o livelli. Si segna invece ogni volta che si usa con successo una skill e a fine avventura si vede se il valore aumenta (si è imparato qualche cosa) o rimane uguale.

I personaggi giocanti sono molteplici e ai tradizionali ruoli di guerriero o ladro affiancano qualunque professione o condizione immaginabile, dal mendicante mutilato al commerciante girovago.

E la creazione dei personaggi è uno dei punti più controversi del gioco. Sia la regione di partenza, compresa la specie, che la professione sono da selezionare casualmente sulle relative tabelle. Solo che razze e professioni non sono assolutamente equivalenti, quindi un giocatore può tirare un mendicante umano e l’altro uno stregone melniboneano, creando forti squilibri interni al gruppo che possono dare problemi ai giocatori più orientati al power player.

Ovviamente sono possibili soluzioni diverse, tipo scegliere quello che si vuole fare o avere le scelte più estreme rimosse dal game master ma sono sempre house rules, con tutti i pregi e difetti.

Le risoluzioni delle azioni o dei combattimenti sono invece molto semplici. Una volta scelta la skill adeguata, tipo seguire tracce o tirare di spada, si tira un dado percentuale. Se il risultato è uguale o meno al valore si riesce, altrimenti si fallisce. In caso di risoluzioni contrapposte bisogna ripetere i tiri fino a che uno riesce e l’altro fallisce. Sono possibili bonus o malus a scelta del game master.

Altro punto controverso del gioco è il sistema magico, in particolare quello relativo alle evocazioni, che richiede parecchia attenzione e diverse letture delle regole per essere utilizzato. Rimane però molto originale.

Aspettativa di vita del personaggio

Storbringer è un gioco molto letale, specialmente si se affrontano le situazioni di pericolo senza attente precauzioni. I punti vita dei personaggi sono limitati (tipicamente tra 15 e 25), le armatura riducono i danni subiti del valore di un dado (da 4, 6, 8 o 10) e le armi fanno male, ad esempio un guerriero può facilmente fare  con una spada 1d8 + 2 danni più 1d6 per la forza. E i critici raddoppiano il danno …

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Elric di buon umore

Infine se si riceve un danno singolo pari a più della metà dei punti ferita massimi si tira sulla tabella delle mutilazioni (mano, gamba, occhio e così via, ci siamo capiti).

Insomma Stormbringer è un gioco dove il concetto di usare il personaggio fino a consumarlo ha un significato molto letterale. Però non ci sono molti dubbi sul decidere se le partite devono essere o meno mortali. La risposta è dentro di tè, ed è una spada!

L’ultima edizione delle regole in inglese, la quinta edizione, mantiene il background e le regole base BRP ma modifica il sistema di creazione e cambia completamente il sistema magico. Le avventure dei due sistemi però sono facilmente convertibili tra tutte le edizioni, dalla prima alla quinta.

 

Manuali Supplementi

La Stratelibri all’epoca decise di prendere il manuale base inglese e dividerlo in quattro parti

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Il regolamento base

Creature e personaggi,con anche gli aggetti magici

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Creature e personaggi

Il canto degli inferi, con 4 avventure

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Il canto degli inferi

Lo screen del game master con una avventura

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Scermo del game master con avventura e mappa dei regni giovani

Scelta che ovviamente fece costare la versione italiana molto più dell’equivalente inglese. I volumi sono reperibili usati in giro per la rete.

Sono state pubblicate anche alcune avventure in italiano.

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La spada nera

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Il ladro d’anime

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Pan Tang, l’isola del caos controllata dagli umani

The Dresden Files

The Dresden Files roleplaying game

Tipo: GDR (Gioco di Ruolo)
Casa editrice:  Evil Hat Productions, LLC
Lingua del gioco: inglese
Versioni del gioco: The Dresden Files, Dresden Files Acceleraterd

 The Dresden Files RPG

I manuali base di The Dresden Files RPG

Ambientazione

L’unione del background dei romanzi “The Dresden Files” di Jim Butcher unito al sistema di gioco FATE ottiene un bellissimo e curato gioco di ruolo.

Nei romanzi il protagonista, l’investigatore privato mago Harry Dresden , lavora e si arrangia nella Chicago contemporanea risolvendo casi che vedono coinvolti di volta in volta vampiri, mannari, fate, maghi, umani  e quanto altro lo scrittore sia riuscito a inventare o reinterpretare.

Nel GDR i giocatori possono interpretare uno qualunque di questi personaggi in un contesto hurban fantasy.  I vari gruppi di potere e i loro interessi, le rivalità tra i vampiri o le fate, le indagini della polizia o semplicemente avidità o gelosia sono tutti fattori critici nelle avventure che si possono giocare. Il background è vastissimo dato che i romanzi  scritti fino ad ora sono 16 (venduti in tutto il mondo e ovviamente non tradotti in italiano).

Inoltre lo scrittore è un giocatore di GDR, come il suo protagonista, e ha avuto una parte importante nello scrivere il gioco stesso e anche la versione da tavolo. In uno dei romanzi degli amici invitano Dresden a una partita di un gioco fantasy dicendo “vieni a divertirti con noi, ci sono mostri, maghi, orchi e fate” e Harry risponde “No grazie, mi ricorda troppo una giornata di lavoro”.

Pur essendo molto diversi come poteri o aree di interesse i personaggi sono ben bilanciati, quindi un poliziotto umano ha la stessa utilità in gioco di un meccanico mannaro o una rockstar vampira.

I manuali base, Your Story con le regole e Our World con l’ambientazione, sono curati e bellisimi graficamente, scritti in modo da sembrare degli appunti di un gioco che stanno creando i protagonisti dei libri stessi e pieni di note a margine e post it che i teorici autori si scambiano per commentare le regole che stanno scrivendo o proponendo dei cambiamenti.

The Dresden Files RPG regolamento

Una pagina dei manuali

La nuova edizione

La nuova versione “accelerated” semplifica la versione originale, riduce il gioco in un solo volume e adatta le regole alla nuova versione FATE, oltre ad aggiornare il background agli ultimi romanzi scritti. Mantiene comunque l’impostazione grafica del “lavoro in corso” anche se viene scritto da personaggi diversi dei romanzi che ne approfittano per criticare nei vari appunti i difetti dell’edizione precedente.

Dresden File Accelerated

Dresden File Accelerated

Regolamento

Il sistema FATE si focalizza molto sulle motivazioni dei personaggi e fornisce ai giocatori strumenti per intervenire sulla storia, consigliando allo stesso narratore di coinvolgere i giocatori anche nella creazione del background dell’avventura e nelle tematiche della campagna.

Ad esempio quando si crea un personaggio ogni giocatore può preparare anche un posto a cui è legato e un personaggio non giocante che fa parte della sua storia che verranno poi usati dal narratore nelle avventure.

Il gioco utilizza dei punti chiamati FATE (fato) per bilanciare i personaggi e rendere le situazioni dinamiche. Quando si crea il personaggio si spende una parte dei punti FATE a disposizione per comprare i poteri e in partita si usano quelli rimasti per intervenire nella storia, dal ritirare i dadi al trovare un testimone sul luogo della sparatoria, anche se il narratore non ne aveva previsto.

Quindi ad esempio un personaggio mago spenderà molti punti per acquistare i poteri iniziali avendo poi un singolo punto fato da usare in partita per uscire dai guai. Un umano senza poteri avrà ogni serata molti punti FATE da usare per far girare le cose a suo favore.

Il sistema non usa livelli o punti esperienza. Al momento della creazione il narratore decide l’esperienza dei personaggi, ad esempio 6 punti FATE e 20 punti skill. Quando il narratore lo decide, nel corso delle partite, il personaggio riceve un punto skill da aggiungere al suo valore attuale e ogni 2 o 3 partite un punto FATE addizionale.

I dadi

Per la risoluzione degli eventi casuali si usano dei dadi a sei facce chiamati “fudge” che hanno due facce con il segno +, due facce vuote e due con il segno “-“. Ogni volta se ne lanciano 4 generando un risultato che va da “-4” a “+4”.

Dadi Fudge

Dadi Fudge assortiti.

Quando di deve determinare il successo di una azione il narratore sceglie la difficoltà, tipo “scassinare una serratura di sicurezza con degli attrezzi improvvisati  ha una difficoltà di 6”, si verifica il valore di partenza della skill utilizzata, diciamo scassinare a 3, si tirano i dadi, da -4 a +4,  e si calcola il risultato,
Si capisce subito quindi che sono con un “+3” o “+4” il tiro avrebbe successo e la porta si aprirebbe. Meglio pensare di spendere un punto fato e migliorare le proprie possibilità, ad esempio attivando il proprio aspetto “dita agili” per guadagnare un +2 sul tiro.

Esempio di creazione di personaggio

Decido di fare un umano mago che di professione fa il consulente per i musei di storia. Devo quindi decidere il suo background (dove è nato? come è diventato mago?), i suoi poteri (in cosa si è specializzato nel campo magico) le sue conoscenze, dette skill (laureato in storia, esperto in sopravvivenza in ambienti ostili, carismatico conferenziere e seduttore a tempo perso)  ma soprattutto le sue motivazioni, che sono una parte fondamentale nel gioco.

Ad esempio potrei decidere che è “Curioso nel campo magico”, “Sempre sicuro di se” e “Scommettitore accanito”.

A questo punto potrei creare un luogo a cui sono legato, ad esempio il museo cittadino che mi assume spesso, indicandone aspetto e posizione (centro, periferia, con un vasto parco naturale oppure vicino al parcheggio dello stadio, poco visitato oppure di successo) e una figura importante, tipo l’anziana vicedirettrice, simpatica ma sospettosa nei miei confronti, che si occupa di identificare e datare i reperti.

A questo punto il narratore potrà usare il museo o la vicedirettrice nelle sue avventure avendo un aggancio familiare ai giocatori.

Esempio di gioco

Tutti gli elementi descritti sopra vengono usati spesso in partita. Io potrei dire che avendo la caratteristica “Sempre sicuro di se” potrei dire al narratore “mi presento all’ingresso del club e con la mia aria sicura e spavalda ignoro il buttafuori ed entro come se fossi il proprietario del posto”, guadagnando un bonus sul tiro di raggirare o senza dovere fare tiri di dado usando un punto FATE.
Oppure come alternativa potrei spendere un punto FATE e dire “mentre mi avvicino alla porta scoppia una rissa tra le persona in coda e quando il buttafuori si distrae entro velocemente nel locale”. Se il narratore acconsente spendo il mio punto e la scena si svolge come descritta da me.

Ma allo stesso modo il narratore potrebbe dirmi “l’edificio sembra pericolante a causa dell’incendio ma tu sai che sul retro sono conservati degli oggetti magici molto interessanti. Essendo tu  “Curioso nel campo magico” senti che devi entrare e cercare di salvarli. E buona fortuna. Però magari mi ricompensa con un punto FATE se agisco in personaggio.

Il mondo di Harry Dresden

Se si vuole un pò di ambientazione per il GDR di The Dresden Files si possono leggere i romanzi, tutti in inglese

I libri di The dresden Files

E non sono ancora finiti

 

giocare al gioco da tavolo, stranamente in inglese

The Dresden Files cooperativa card game

Basato sui romanzi, si risolvono i casi usando i personaggi e le regole FATE

 

Leggere i fumetti di The Dresden Files, indovina in che lingua sono scritti

The dresden files fumetto

Versioni dei romanzi o storie nuove

 

E per finire The Dresden Files la serie televisiva, che è carina, si trova in italiano e quindi ne hanno fatta una sola stagione

Puoi scaricare un’avventura pronta da giocare a questo link.

Dungeons & Dragons (D&D) 5a edizione

Dungeons & Dragons (D&D) Manuale del giocatore

Autore: Jeremy Crawford (originariamente creato da E. Gary Gygax e Dave Arneson)
Tipo: GDR (Gioco di Ruolo)
Edizione attuale: Fifth edition (quinta edizione)
Casa editrice: Wizard of the coast (Edizione inglese), Asmodee (Edizione italiana)
Edizioni precedenti: D&D, Advanced D&D, Advanced D&D 2a edizione, D&D 3a edizione, D&D 3,5a edizione, D&D 4a edizione

D&D 5 edizione copertina edizione italiana

Ambientazione

Dungeons and Dragons! D&D. Il primo e più famoso gioco di ruolo. Per molti “il” gioco di ruolo.

Simile al  medioevo europeo (nobili e contadini, regni vari in conflitto tra di loro, spade e aratri trainati da buoi, città cinte di mura) con molti elementi fantastici (diverse specie senzienti, magia, divinità che interagiscono con le popolazioni, gente che paga le tasse).

Se non hai mai giocato prima di ruolo potrebbe essere un buon momento per leggere l’articolo “Cos’è un gioco di ruolo” *.

Al momento di scegliere il personaggio i giocatori devono fare due scelte fondamentali.
La razza (nel player’s handbook sono disponibili umani, elfi, nani, mezz’elfi, tiefling, halfling, dragonborn, gnomi e mezz’orchi).
La classe, ovvero una delle specializzazioni del combattente (barbaro, guerriero, paladino o ramger), del mistico (chierico, druido o monaco), del usufruitore di magia (stregone, worlock o mago) o del vagabondo (bardo o redistributore di ricchezza freelance, detto anche ladro).

Razze

Razze

Una volta scelta la razza e la classe e deciso il livello di partenza (che indica l’esperienza e la competenza del personaggio) se ne  determinano le capacità e le conoscenze, l’allineamento (vedi sotto), l’equipaggiamento e si è pronti per iniziare a giocare.

Regolamento

Da molte edizioni D&D prevede, per essere giocato, che almeno uno dei partecipanti abbia i tre volumi base del gioco. E’ disponibile l’edizione italiana a cura della Asmodee

Player’s handbook (manuale del giocatore). Contiene le regole per creare i personaggi, le regole base di esplorazione, interazione con il mondo (e i vari piani di esistenza), il combattimento e gli incantesimi.

Dungeon Master’s Guide (Manuale del Master). Contiene le regole e i consigli per gestire l’ambientazione, i viaggi, i personaggi non giocanti, creare e gestire le avventure e le campagne, oltre a un elenco di tesori e oggetti magici.

Monster Manual (Manuale dei Mostri). Contiene le descrizioni e le immagini di circa 150 creature che possono popolare le avventure in qualità di avversari o alleati. I luoghi in cui vivono, le loro abitudini e capacità.

Esistono poi molti altri libri con ambientazioni pronte (interi pianeti con regni, popolazioni, storie e avventure) come ad esempio Forgotten Realm o Greyhawk, libri con personaggi e incantesimi oltre ovviamente a moltissime avventure e campagne.

Il posto migliore dove procurarsi i manuali è un negozio vicino a voi.

Regole

Come tutti i GDR anche D&D prevede la figura del master (regista, narratore, raccontastorie) che gestisce il gioco, decide la storia e determina il comportamento dell’intero universo ad eccezione di quello dei personaggi, anche noti come PPA (Pazzi Psicopatici Associati) visto che la strategia media del gruppo di giocatori consiste in “ammaziamoli tutti e deprediamo i corpi”.

I personaggi sono identificati da un nome, una razza, classe, allineamento, caratteristiche fisiche (Forza, Destrezza, Costituzione, Intelligenza, Saggezza e Carisma), un background e una serie di abilità e poteri.

Ogni classe nel gioco viene identificata da un livello, partendo da 1, che indica le capacità del personaggio in quella professione. Un guerriero di 1° livello è un soldato a mala pena addestrato, di 10° livello è un guerriero esperto e veterano di molte battaglie, di 20° livello è un maestro di spada vincitore di 100 duelli.

Ogni personaggio deve avere almeno una classe. Volendo può sceglierne più di una ma dividerà i suoi livelli tra le varie classi.

Per salire di livello i personaggi ricevono dal master dei punti esperienza in base alle imprese che compiono, problemi che risolvono e il modo in cui giocano. Ogni classe prevede delle soglie raggiunte le quali si sale di livello, ad esempio a 300 punti si sale al 2° livello, a 900 al 3° e così via.

La casualità nel gioco viene gestita dai dadi. D&D usa i dadi a 4, 6, 8, 10, 12 e 20 facce per gestire le varie situazioni che si vengono a creare, dal colpire un avversario a seguire le tracce o decifrare un linguaggio poco noto su un documento.

Dadi D&D

Dadi D&D

Allineamento

Una delle caratteristiche più interessanti del gioco che ha influenzato tantissimo ogni altro GDR esistente consiste nel concetto di allineamento morale, ovvero l’idea che ogni creatura senziente abbia una visione del mondo e un codice di condotta coerente che lo aiuta a decidere cosa fare quando è il momento di fare una scelta.

Le filosofie sono 3, ovvero buono (good), neutrale (neutral) o malvagio (evil) e per ciascuna ci sono 3 modi di agire, legale (lawfull), neutrale (neutral) o caotico (caothic)

Allineamenti morali esemplificati

Allineamenti morali esemplificati

In pratica i personaggi legali saranno portati a rispettare le leggi (del bene, della società o proprie), quelli neutrali cercheranno un equilibrio nel loro agire e quelli caotici si comporteranno di volta in base alle circostanze, alla convenienza o ai capricci.

L’idea consiste nell’aiutare un giocatore a gestire un personaggio in modo diverso da come agirebbe lui o lei normalmente.
Un giocatore nella realtà potrebbe aiutare una anziana signora ad attraversare la strada, ma il suo personaggio ladro non lo farebbe.

Se fosse caotico neutrale lascerebbe la vecchia a metà strada rubandole la borsetta, se fosse caotico malvagio la spingerebbe sotto un carro per rubarle la borsetta e se invece fosse legale malvagio dopo averla derubata lascerebbe la borsa vuota in casa di un nemico per denunciarlo poi per furto.

Il difetto intrinseco nel sistema di allineamenti è che prevede che tutti abbiano la stessa idea di cosa sia “buono” e che si relazionino a esso. In realtà ci sono molti diversi concetti di “bene” a seconda della società, del periodo storico o delle convinzioni locali. Inoltre praticamente nessuno vede se stesso come “malvagio”, tutti sono convinti di agire “bene” in base alle proprie convinzioni personali.

Per un necromante impegnato a reclutare non morti per riportare “ordine in questo mondo corrotto” un paladino che entra illegalmente in casa sua, uccide i sui servitori e cerca di interferire con i suoi legittimi affari è un malvagio che deve essere fermato.
Una buona cosa da ricordare quando si prepara un avventura.

E’ ora possibile scaricare gratuitamente avventure dell’autore dell’articolo da questo link.

 

* oppure potrebbe essere un buon momento per chiudere questo sito e non farsi coinvolgere in questi giochi diseducativi.
L’autore dell’articolo non è responsabile di acquisti compulsivi di manuali e dadi, partite con amici fino a notte fonda, abuso di patatine e bevande gassate e apertura di blog sui GDR.

Pendragon

King Arthur Pendragon

Autore: Greg Stafford
Tipo: GDR (Gioco di Ruolo)
Edizione attuale: versione 5.2 (2016) in inglese
Casa editrice: Chaosium
Edizioni precedenti: 1a edizione (1985 Chaosium),  3a edizione (1990 Chaosium), 4a edizione (1993 Chaosium), 5a edizione (2005 White Wolf), 5.1  edizione ( 2010 Nocturnal Media)

Copertina King Arthur Pendragon 5.2

Ambientazione

Il regno di re Artù come raccontato dai cantori aquitani e inglesi e riassunto e ampliato da Ser Thomas Mallory nel romanzo “La morte di Artù”.
La base di partenza è situazione storica della bretagna del V secolo DC, con la popolazione di discendenza celta e romana che cerca di difendersi dalle invasioni sassoni, pitte e irlandesi. La società arturiana viene usata come allegoria dai cantori, facendola evolve rapidamente come usi e tecnologia da quella alto medioevale (regno di Uther, padre di Artù, circa 490) a quella del 1000-1100 (prima parte del regno di Artù, circa 515) fino a sfociare nei grandi tornei e nell’amor cortese (1300-1400 sul finire del regno, circa 450), senza dimenticare i richiami magici (Merlino, Morgana, Excalibur), fatati (giganti, draghi, folletti) e sovrannaturali (uno su tutti il Graal).

Mappa del Logres, la zona principale di gioco

Mappa del Logres, la zona principale di gioco

I giocatori interpretano dei cavalieri, spesso inizialmente semplici scudieri, che anno dopo anno (avventura dopo avventura) tramite battaglie e duelli, intrighi politici e amorosi, terre da amministrare e da difendere, famiglie da creare e far crescere lasciano il segno del loro passaggio nella società fino a cedere il passo ai figli, che li sostituiscono nelle successive avventure.

Le storie di Pendragon esulano dai normali dungeon fantasy e spesso il sovrannaturale non compare neppure nelle storie. Essersi fatti amici e alleati negli anni precedenti, essere rispettati o temuti e sapere comporre un poema per una dama o incitare dei soldati alla battaglia con la propria oratoria è utile quanto essere un combattente temibile.

Cavaliere pronto alla battaglia

Cavaliere pronto alla battaglia

 

Il vero motore sociale di Pendragon è rappresentato dalla gloria, che ciascuno guadagna nel compiere imprese memorabili che vengono poi narrate di fortezza in fortezza nei freddi inverni. Che si sia battuto un avversario in battaglia, declamata una poesia a corte, tradito un alleato, risparmiato un nemico o salvata una principessa prigioniera di un mago ogni atto degno di nota viene rappresentato da punti che si accumulano indicando lo status di un cavaliere o di una dama.

La gloria guadagnata garantisce privilegi anche davanti a un titolo nobiliare superiore o una ricchezza più grande della propria. Un cavaliere glorioso viene ascoltato dai sovrani, ospitato dai nemici e può raccogliere eserciti o grandi somme di denaro semplicemente dichiarando che intende compiere una nuova impresa. Come esempio un giovane cavaliere mercenario girovago può avere un valore di gloria pari a 1500 punti (qualcuno ha sentito parlare di lui nella sua regione d’origine) mentre re Artù al suo apogeo ha un valore di gloria di 50.000 (tutti lo conoscono e lo riconoscono a vista).

Regolamento

Il regolamento, una variante del BRP (Basic Role Playing) è rimasto praticamente immutato dalla prima edizione. Si basa sui D20 e D6. I personaggi hanno una serie di attributi (forza, destrezza, taglia, costituzione e aspetto) da cui derivano valori come punti vita, quantità di danno e simili e una serie di conoscenze (skill) che vanno dal sapere cavalcare e usare una lancia al saper nuotare, suonare o conoscere l’araldica. Un semplice e lineare tiro sul D20 decreta se l’uso della skill ha avuto successo o meno. Se il valore tirato è uguale a quello della skill modificata è critico e rende il successo memorabile.

Tratti e passioni

Quello che caratterizza e rende veramente unico il gioco però è il sistema dei tratti caratteriali e delle passioni. Ogni personaggio deve scegliere (o tirare casualmente) per  i 13 tratti caratteriali (casto o lussurioso, onesto o bugiardo, coraggioso o codardo e così via) e su quei valori, la cui somma è sempre 20, costruire il comportamento del personaggio. Ad esempio un personaggio con onestà a 15 (e quindi falsità a 5) tenderà ad essere onesto anche a proprio danno. Un sistema molto più dettagliato dell’allineamento di D&D per capirci.
Il gamemaster può richiedere a un giocatore di fare un tiro su un tratto per verificare il comportamento del personaggio in una situazione particolare. Ad esempio se dopo una giornata a cavallo e di combattimento un giocatore dichiara “resto di guardia tutta notte” dovrà fare un tiro su energetico, magari con una penalità, per vedere se resta sveglio o si addormenta.

Una parte importante dei tratti si riflette nelle varie religioni in cui ogni personaggio può credere. Ogni religione ha un gruppo di tratti che ne identificano le convinzioni e che permettono di differenziare realmente un cavaliere cristiano da uno pagano.

King Arthur Pendragon 5.2 character sheet

Le passioni invece sono l’indicatore di quanto le convenzioni sociali sono importanti per il personaggio (Fedeltà al proprio signore, amore per i familiari, ospitalità e onore) oltre a passioni specifiche (odio per i sassoni, difesa degli innocenti e simili). Quando una passione diventa rilevante in una situazione il giocatore puà decidere di seguirla (tirando) o ignorarla. Se la segue e il tiro ha successo (come sempre uguale o inferiore al valore di partenza)  il personaggio riceve un significativo bonus su una skill (come quando Lancillotto abbatte 3 cavalieri per difendere l’onore di Ginevra) ma se sbaglia riceverà un malus su tutte le azioni dato dalla mancanza di passione.

Ma è nelle risoluzioni contrapposte, ad esempio un combattimento, che il sistema funziona al meglio. Quando due avversari si affrontano entrambi tirano un d20 sulla skill che stanno usando (esempio spada contro ascia). Chi tira più alto, restando nella sua skill, colpisce l’altro.
Ad esempio una cavaliere con Spada (valore di skill 18) e scudo affronta una predone sassone armato di ascia (valore di skill 15). I due avversari tirano simultaneamente il d20, ottendo 11 per il cavaliere e 13 per il predone. Quindi il predone colpisce il cavaliere (13 è maggiore di 11 e sotto la skill di 15) ma il cavaliere para con lo scudo avendo comunque tirato sotto la sua skill.

Araldica nel mondo di Pendragon

Avventure e supplementi

Essendo il regolamento di Pendragon rimasto sostanzialmente immutato dalla prima edizione tutti i supplementi usciti negli ultimi 20 anni rimangano immediatamente giocabili. Alcuni supplementi sono più utili, come The Great Pendragon Campaign che che descrive dal 485 al 566 il mondo di Artù con avventure per ogni anno oppure il Book of knights and Ladies che permette di generare personaggi di tutte le epoche e di tutte le regioni, dall’Irlanda all’impero bizzantino.

Puoi scaricare un’avventura pronta da giocare a questo link.